Risparmiare energia è un gioco da ragazzi!

Il risparmio energetico è, come abbiamo visto anche nei nostri precedenti articoli, molto semplice da attuare: possiamo dire che non sia altro che la somma di tante, piccole e buone abitudini. Proprio per questo è importante educare i bambini all’ecologia ed al risparmio energetico – l’assimilazione dei queste sane abitudini può essere, come vedremo, semplice e divertente.

Cose “da grandi”

I piccoli sono spesso felici di partecipare alla vita quotidiana, desiderano spesso imitare i genitori e sentirsi parte della famiglia, essere trattati, per così dire, da “grandi”. Se ciò che viene loro spiegato viene trasformato in azione nel più breve tempo possibile è più probabile che il messaggio che stiamo cercando di trasferire loro venga interiorizzato e si trasformi in abitudine. Raccontare loro che l’energia è preziosa e che possono aiutarci a risparmiarla mostrando loro che possono spegnere le luci e non lasciare accesi i giochi, il televisiore e altri elettrodomestici che utilizzano li farà sentire utili, trattati quasi da “pari” dai genitori, e riconoscere il loro impegno costituirà un rinforzo positivo che andrà a fortificare l’azione e l’abitudine che stiamo cercando loro di insegnare.

Partecipazione familiare

E’ importante dare il buon esempio e che tutti gli adulti della famiglia agiscano in modo coordinato e coerente. Se i bambini vedranno gli adulti della famiglia svolgere le stesse azioni che sono state loro richieste, le svolgeranno con più piacere sia perché si sentiranno partecipi di un unico grande progetto familiare e sia perché non si sentiranno trattati in modo diverso e ingiusto. Per aiutare i bambini a comprendere cosa comporti il risparmio energetico ed ecologico è una buona idea quella di portarlo a fare passeggiate nel verde, così che possa figurarsi chi e cosa sia nel pratico la natura che il risparmio energetico aiuta a salvaguardare. Anche questa attività inoltre aiutano il bambino a sentirsi parte di un’idea, una direzione comune.

Responsabilità crescenti

Sono molte le azioni che i bambini possono compiere per aiutarci a risparmiare energia, e, man mano che i piccoli crescono, i genitori possono dare loro sempre maggiori responsabilità. Si può cominciare insegnando loro a spegnere la luce quando si esce da una stanza, accendere la televisione solo quando la si deve guardare e spegnerla quando ci si dedica ad altre cose, non usandola come sottofondo; quando saranno un po’ più grandi si potrà mostrare loro come si spengono elettrodomestici più grandi e complicati come lavatrici, asciugatrici o lavastoviglie.

Un futuro roseo (e soprattutto più verde)

I bambini sono gli adulti del futuro: educandoli ad un corretto uso dell’energia e ad avere una coscienza ecologica, anche spiegando loro per esempio come riciclare ed effettuare la raccolta differenziata, ci aiuterà senza dubbio ad avere un mondo più verde e più pulito. Quale regalo migliore potrebbe mai fare un genitore ad un figlio?

Simona Lazzaro

Più benefici e meno sprechi. Il manuale del risparmio energetico

Cosa significa risparmiare?

Il risparmio energetico è un insieme di comportamenti virtuosi volti a limitare gli sprechi e a rendere i propri consumi efficienti. Il tuo si traduce in “ottimizzazione dei consumi”.

Per questo motivo, risparmiare non é un concetto semplice, significa:

  • CAMBIARE le proprie abitudini;
  • CONOSCERE una nuova alternativa;
  • SFRUTTARE nuove opportunità;
  • OTTENERE il migliore vantaggio in base al proprio interesse ed esigenze.

Le buone abitudini per un risparmio energetico in casa

Si tratta di piccoli accorgimenti quotidiani che noi definiamo “regole di buon senso” che ti permettono di ridurre le tue spese.

🎯 NON APRIRE IL FORNO DURANTE LA COTTURA: in questo modo è possibile evitare inutili dispersioni di calore;

🎯 SPEGNERE IL FORNO/PIANO COTTURA qualche secondo prima di ultimare la tua preparazione: in questo modo sfrutterai il calore rimasto, prima di dissiparsi;

🎯 UTILIZZA SEMPRE IL COPERCHIO quando cucini. L’acqua in pentola bolle prima;

🎯 “IL MEZZO CARICO” DI LAVATRICE consuma di più. Riempila al Max prima del suo utilizzo;

🎯 LAVATRICI A 60°, risparmi almeno il 30% di energia. Perciò, assicurati che sia davvero necessario il lavaggio a 90°;

🎯 RICORDA DI SPEGNERE E STACCARE LE SPINE DEGLI ELETTRODOMESTICI quando non sono necessari. Infatti le spine multiprese sono utili, potendo disattivare più apparecchi nello stesso momento (Pensa che il consumo medio-annuo del puntino luminoso di un televisore spento ammonta a circa 30euro);

🎯 CIASCUN FORNITORE DI ENERGIA PREVEDE TARIFFE ORARIE. Se vuoi “tagliare” la tua bolletta svolgi le attività nei tempi che fanno al caso tuo (es. Una lavastoviglie prima di andare a dormire).

🎯 E’ GENERALMENTE SCONSIGLIATO UTILIZZARE STUFETTE E TERMOVENTILATORI ELETTRICI: consumano tanto e restituiscono benefici poco duraturi. E’ consigliabile un utilizzo intelligente del proprio condizionatore (a temperature costanti).

Cambiare queste abitudini significa adottare nuove metodologie, sottrarsi probabilmente da piccoli sprechi ma occorre tener conto che è la somma ha determinare il totale.

Esempi di ecologia dal mondo: la Danimarca

L’energia eolica

Secondo i dati raccolti negli ultimi cinque anni, la Danimarca sembra aver ridotto drasticamente e messo da parte l’utilizzo dei combustibili fossili in favore dell’utilizzo dell’energia eolica, per raggiungere il primato del livello più basso di emissioni di CO2; già da prima del 2015, infatti, lo Stato Danese, attraverso l’istallazione di più di 5000 pale eoliche, fornisce ai cittadini energia pulita, lontana dagli sprechi e dall’inquinamento urbano e industriale. In moltissimi casi, nel corso degli anni, in alcuni periodi dell’anno, si è arrivati a coprire più del 100% della domanda energetica.
Ma la forza trainante degli “ideali puliti” della Danimarca è rappresentata dalla volontà di non fermarsi a questi risultati: infatti, entro il 2020, le alte cariche dello stato, investiranno ulteriormente sull’energia eolica, per arrivare ad un consumo del 50% della stessa, a discapito dell’utilizzo di quei combustibili che stanno disintegrando le aspettative di sopravvivenza della natura e dell’ambiente del globo.

CO(2)PENAGHEN: la città ecosostenibile

Non a caso, la Danimarca si posiziona tra i primi tre paesi al mondo in materia di ecologia, e la sua capitale Copenaghen è tra le città più ecosostenibili e verdi. Circa il 90% dei cittadini ha in dotazione una bicicletta personale, chiunque non la abbia ha la possibilità di utilizzare un servizio di bike sharing “gratuito” offerto dalle iniziative statali. Anche per quanto riguarda l’attenzione per le emissioni, sono messe a disposizione dei cittadini automobili elettriche e a idrogeno, facilmente trovabili in giro per la città.
Lo Stato si impegna da decenni nella trasmissione di ideali “green”, con un’attenzione particolare e una cura notevole per il verde della città: moltissimi sono i parchi in cui turisti e cittadini possono recarsi per respirare aria pulita, passeggiare in compagnia, pedalare e mantenersi in forma o semplicemente immergersi nella natura e nei suoi panorami, offerti dalle splendide ambientazioni nordiche.

Certo è che la cura dei danesi nei confronti dell’ambiente non è una semplice casualità o una forzatura da parte dello Stato; infatti l’educazione e l’informazione in questo campo, li ha portati ad essere tra i primi consumatori dei famosi prodotti “bio”, di cui si sente parlare molto anche dalle nostri parti ma con effetti e risultati notevolmente minori.

Conclusioni

Le amministrazioni locali non lasciano i cittadini in balia delle proprie personali decisioni, danno delle direttive utili, in funzione di una estrema cura della natura e di tutto ciò che la terra ci offre.
Sintetizzando, l’attenzione nei confronti del patrimonio naturale della nostra terra, non può semplicemente od esclusivamente venire da motivazioni personali e singoli ideali; c’è bisogno di direttive ed indicazioni da chi, attraverso la creazione di progetti reali e “puliti”, possa portare nelle vite dei cittadini nuove idee e un miglioramento dello stile di vita.

Gennaro Sarnelli

Ma cos’è nello specifico il risparmio energetico?

Chiunque abbia a cuore l’ambiente non può esimersi dal praticare quello che viene comunemente definito come risparmio energetico.

Ma cos’è nello specifico il risparmio energetico?

Consiste in una serie di piccoli accorgimenti che consentono di non sprecare energia e di utilizzare al meglio quella che abbiamo a disposizione. Il risparmio energetico non solo ci permette di salvaguardare l’ambiente ma anche di dare un po’ di respiro ai nostri portafogli: eliminare ogni spreco vuol dire anche risparmiare sulla bolletta.

Nonostante molti di noi siano animati da buone intenzioni, molto spesso non conosciamo nello specifico le pratiche che ci consentono di risparmiare effettivamente energia. Ecco quindi una piccola guida che ci permetterà di vivere in modo più verde e più economico!

Piccole disattenzioni e grandi sprechi

La cosa più semplice a cui far caso è senza dubbio l’illuminazione. Quante volte ci capita di lasciare la luce accesa, per dimenticanza o distrazione? Spegnere sempre le luci è un buon punto di partenza per chiunque. Tuttavia ci sono anche altri semplici accorgimenti che possono aiutarci a risparmiare energia: scegliere lampadine in base alle nostre esigenze, preferire quelle a risparmio energetico ed evitare di accendere le luci in pieno giorno sono ottime abitudini.

Tuttavia non c’è solo l’illuminazione a cui far caso: spesso lasciamo i nostri elettrodomestici in standby, ovvero continuano a consumare energia pur essendo spenti. Staccando loro la spina o girando il loro interruttore su “off” risparmieremo davvero molto sia in termini di denaro che di energia ed inquinamento.

Aumentare l’efficienza dei nostri elettrodomestici potrebbe essere altrettanto efficace: piccoli accorgimenti come non posizionare il frigorifero vicino a fonti di calore, non azionare la lavastoviglie a mezzo carico oppure pulire i filtri dei condizionatori aumenterà la resa degli apparecchi permettendoci di sfruttarli al meglio. Non posizionare ai abiti sui termosifoni d’inverno e controllare che non vi siano residui d’aria negli stessi permetterà di riscaldare al meglio e più in fretta la casa.

Ecobonus

Se la prospettiva di un mondo meno inquinato e di una bolletta meno pesante non bastasse a spingervi nella direzione del risparmio energetico, forse sapere che esiste un ecobonus vi farà cambiare idea: come si legge sul sito dell’agenzia delle entrate, tutti coloro che aumentano l’efficienza energetica degli edifici esistenti possono detrarre parte delle spese sostenute. La detrazione è molto consistente e oscilla tra il cinquanta e l’ottanta percento della spesa.

Simona Lazzaro

Gli effetti dei colori sulla nostra mente tra studio, arte e marketing

“Il colore è un mezzo per influenzare direttamente un’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima. E’ chiaro che l’armonia dei colori è fondata solo su un principio: l’efficace contatto con l’anima. Questo fondamento si può definire principio della necessità interiore.” – Vasilij Kandinskij

Da ben undici anni, il sei maggio è la giornata internazionale del colore; più specificamente, il World Kids Colouring Day, un giorno durante il quale tutti i bambini del mondo sono invitati ad usare pennarelli, pastelli e colori per immaginare un mondo migliore e per rendere più vivo e colorato quello in cui viviamo.

Un mondo a colori

Non sempre il mondo è stato così tanto colorato; fino al ventesimo secolo, era ben difficile e decisamente costoso procurarsi dei pigmenti da cui ricavare dei colori. E’ soltanto negli ultimi cento anni che i colori sono stati resi effettivamente accessibili alla massa, grazie alla produzione di colorazioni non organiche e più facilmente reperibili.

Tra mente e Spirito

Vasilij Kandiskij, celeberrimo artista russo, si dedicò per molto tempo allo studio dei colori. Analizzandoli e studiandoli, arrivò alla conclusione i colori fossero strettamente legati alla sfera spirituale dell’uomo, e che l’arte che quei colori producevano influenzasse direttamente lo spirito. Il colore, per Kandinskij, ha una forza psichica, fa emozionare, tocca le corde dell’animo umano.

L’artista aveva collegato ogni colore ad una determinata sensazione, ad una ben definita emozione: il rosso è vivo, inquieto e acceso; il verde invece quieto e immobile. Il marrone è materno e femminile mentre il nero è terra arsa, morta, che niente può aver più a che vedere con la vita. E infine se il grigio è immobilità ed incertezza, qualcosa che non è nero e nemmeno bianco, il bianco è invece una possibilità, un vuoto carico di promesse: “così” scrive il pittore “risuonava forse la terra nei bianchi periodi dell’era glaciale”.

Il marketing del color

Naturalmente Vasilik Kandinskij non è stato l’unico ad indagare sulle proprietà del colore. I colori ci toccano ed influenzano: non a caso più del quaranta percento del nostro cervello è dedicato all’elaborazione visiva.

Oggi sappiamo che, a seconda della cultura in cui viviamo e siamo stati immersi sin da bambini, ogni colore scatena in noi una ben determinata sensazione. Conoscere questi effetti ha permesso di sviluppare vere e proprie strategie di marketing basate sull’associazione di determinati prodotti, siti internet e oggetti a colori specifici.
Il colore è infatti la prima cosa che attira la nostra attenzione quando ci rechiamo ad acquistare qualcosa. Inoltre, diverse indagini hanno sottolineato come associare un prodotto ad un colore lo renda più riconoscibile al pubblico.

Come percepiamo i colori

Tutti coloro che sono vissuti in un paese di cultura occidentale hanno imparato, nel corso della loro vita, ad associare ogni colore ad una sensazione.

– Il giallo è il colore dell’ottimismo e della gioventù, è associato istintivamente al sole, alla chiarezza, al calore e all’estate. E’ un colore che cattura l’attenzione, stimola l’attività cerebrale e per questo viene spesso utilizzato nelle vetrine e nei fastfood. Sono molte le aziende che hanno scelto di utilizzare il giallo nei loro simboli.

– L’arancione è un colore che trasmette allegria e buon umore, collegato alla creatività e all’entusiasmo. E’ un colore stimolante che invita all’azione e per questo viene utilizzato da aziende che invitano all’acquisto impulsivo.

– Il rosso è un colore energico e vivace ed è associato all’urgenza, alla fretta – in Giappone proprio per questo hanno dipinto le pareti dei bagni pubblici di rosso per ridurre, con successo, la permanenza degli utenti alla toilette. E’ un colore aggressivo che indica pericolo ma che richiama alla mente anche la passione, l’eros e l’aggressività. Viene spesso associato alle vendite promozionali.

– Il viola è un colore associato alla tranquillità ed alla saggezza, ma anche al lusso ed all’armonia. Ha un effetto rilassante e viene associato alla vendita di prodotti di bellezza femminili o di oggetti da utilizzare e consumare nei momenti di relax. E’ uno dei colori più apprezzati dalle donne, mentre invece alcune ricerche hanno evidenziato come il colore viola sia percepito dalla maggioranza del pubblico maschile come sgradevole. L’usanza che vuole che il viola porti sfortuna agli attori ha origine religiosa: durante la quaresima, a cui è associato il colore viola, non potevano svolgersi spettacoli.

– Il blu trasmette invece sicurezza e fiducia, pulizia ed affabilità. Viene utilizzato spesso per promuovere servizi e prodotti che hanno a che fare con il risparmio; sebbene queste caratteristiche lo rendano un colore particolarmente apprezzato, sembra che il logo di facebook sia blu per tutt’altra ragione: a quanto pare il suo creatore, Mark Zuckerberg, è daltonico e, in quanto tale, insensibile al verde ed al rosso. Era insomma inevitabile che scegliesse il blu come colore del suo logo: è l’unico che percepisce con chiarezza. Talvolta il blu viene anche associato anche ad emozioni negative, come la tristezza, la sofferenza e la malinconia.

– Il verde è il colore più associato alla natura. Richiama freschezza e gioventù, ma anche equilibrio, riflessione e fermezza. Sembra che coloro che utilizzino il verde per svolgere lavori di minuteria riescano a portare al meglio a termine il loro compito; nelle vendite è associato a prodotti che promuovono la salute, il benessere e tutto ciò che può aiutare a rilassarci.

– Il nero nel marketing viene utilizzato per proporre prodotti aggressivi e di lusso.

Adulti e bambini per un mondo colorato

In questa giornata dedicata ai colori, che si sia adulti o bambini, che si voglia disegnare un’arcobaleno o vendere un prodotto non ci resta che una cosa da fare: colorare il mondo, usare i colori per immaginare qualcosa di bello e per raccontarlo, comunicarlo, condividerlo.

Simona Lazzaro

Le mezze stagioni non esistono più

La stratosfera ci difende
L’atmosfera terrestre è composta convenzionalmente da cinque strati: termosfera, mesosfera, esosfera, stratosfera e troposfera. Al di sopra di quest’ultima, la stratosfera rappresenta quello strato, ricco di molecole di ozono, che permette un filtraggio dei raggi UV; in sostanza, i raggi solari entrando in contatto con le molecole di ozono permettono la loro scissione, per creare un doppio effetto: l’arresto dei raggi ultravioletti, estremamente dannosi per la vita, e la produzione di calore, che permette il riscaldamento verso l’alto della zona.

Il buco nell’ozono
Dalla fine degli anni ’60, a causa della grande concentrazione di poli industriali, con l’innesto delle nuove tecnologie sempre meno improntate alla tutela della natura, il buco nell’ozono è diventato un argomento molto gettonato e realmente importante. Lo strato di ozono presente nella stratosfera, infatti, a causa dell’inquinamento provocato dall’uomo nel corso della sua storia industriale, è andato man mano assottigliandosi. Per anni, i media hanno creato un vero e proprio movimento di informazione, per cercare di creare una coscienza comune e un forte senso di appartenenza al nostro pianeta, che sembra rivoltarsi contro gli stessi i quali hanno creato il suo male.
Gli effetti di un continuo aumento del buco nell’ozono sarebbero gravissimi e i cambiamenti climatici sembrano rappresentare il primo di una lunga lista di problematiche che si andrebbero a creare.
Lo scioglimento dei ghiacciai, la distruzione degli habitat della popolazione animale, la difficoltà nella gestione della fotosintesi clorofilliana da parte delle piante presenti sul globo non rappresentano un’utopia in quanto, quotidianamente, è possibile ritrovare esempi di questo genere su ogni piattaforma mediatica esistente.
Sembra però che la gravità della situazione, grazie alle scelte prese dalle alte cariche dei grandi paesi industrializzati, in materia di riduzione di emissioni e di inquinamento, si stia man mano sempre più riducendosi; il buco nell’ozono si è ridotto notevolmente nell’ultimo ventennio e, grazie alle modifiche e ai divieti apportati nel corso degli anni, i famigerati clorofluorocarburi, i gas contenuti nei frigoriferi o anche negli spray, che permettono la rottura delle molecole di ozono e la conseguente creazione del “buco”, sembrano essere un problema ormai accantonato e regolato. Bisogna sempre tenere a mente, però, quali potrebbero essere le conseguenze devastanti per il globo, senza lasciarsi rilassare da queste questi cambiamenti positivi che, nei prossimi tempi, potrebbero portarci a dei miglioramenti effettivi e reali.

Pare che tutto sia nelle mani dell’uomo. Le mezze stagioni non esistono più e sembra che tutti si siano abituati a parlarne come se si trattasse di normalità, di una conseguenza naturale del corso della vita del pianeta. In effetti il buco nell’ozono è andato creandosi inizialmente per cause naturali, ma il suo netto peggioramento è stato unicamente edificato dalla natura dannosa e dalla speculazione dell’uomo, concentrato più negli affari che nella conservazione dei beni naturali e di un pianeta che riesce a donarceli ma che non è più intenzionato a dare chance e possibilità.

La forza della natura è devastante… meglio non farla arrabbiare.

Gennaro Sarnelli

Giornata mondiale del pinguino! Vittima dei cambiamenti climatici, specie in via di estinzione

25 Aprile 2019. Oggi in Italia si celebra la Liberazione, nel mondo “La giornata mondiale del pinguino”.

Si chiamano sfeniscidi. Sono una famiglia di uccelli comunemente noti come pinguini.

Di piccole dimensioni e apparentemente docili, sono concepibili quasi come dei piccoli animali domestici (non a caso tanto amati dai bambini).

Ne esistono 18 specie, dei quali il Pinguino Imperatore è fra tutte quella più conosciuta. L’unica tra le tante in grado di vivere nel gelo antartico per tutto l’anno. Sono in via di estinzione. Loro, proprio come noi esseri umani, hanno un arduo problema da affrontare: i cambiamenti climatici.

Gli effetti del riscaldamento climatico travolgono questa importante popolazione, il cui studio da parte di diversi scienziati ci ha permesso di valutare come il mondo stia cambiando; di come la natura si stia rivoltando contro il nostro equilibrio esistenziale. Già negli ultimi 50 anni, infatti, la colonia dei pinguini imperatori si è notevolmente dimezzata. Gli effetti saranno ancor più travolgenti di fronte ad un aumento di altri 2° C. Entro la fine del secolo, senza casa e senza cibo, per il pinguino imperatore è prevista l’estinzione.

Il riscaldamento globale, in realtà, provoca un effetto dirompente anche sui banchi di krill, la fonte di cibo primaria non solo per i pinguini, ma per ogni specie antartica. L’Antartide è sempre stata una delle regioni più remote e poco alterate dalla presenza umana del mondo, ma gli effetti negativi alla fauna locale saranno sempre più crescenti, considerando che l’uomo si dirige sempre verso i confini inesplorati.

 

La natura non fa sempre miracoli

La natura è miracolosa. Offre vita, ma la deprime se non viene rispettata. Oggi si diventa sempre più sensibili alle tematiche relative alla tutela ambientale, ma forse potrebbe non essere abbastanza. Il WWF affronta questa battaglia dal 1994, in dibattiti nazionali e internazionali. Ha chiesto severamente di abbandonare l’utilizzo dei combustibili fossili, facendosi fautrice di fonti rinnovabili.

Ad oggi, in attesa di concrete iniziative, non ci resta che preservare l’habitat naturale del pinguino che giorno dopo giorno risulta essere minacciato dall’innalzamento delle temperature. Il WWF dà modo a ciascuno di noi di adottarne uno permettendo loro di nutrirsi e riprodursi.

 

In questi duelli Flora contro Fauna, Fauna contro Uomo e Uomo contro Flora, quante pedine ancora dovranno essere colpite prima di trovare un punto di incontro, un vero equilibrio naturale?!

Umberto D’Andrea

I motivi per cui le persone non credono al cambiamento climatico

Il cambiamento climatico è stato messo spesso in discussione come fosse un’opinione – tra i negazionisti del fenomeno contiamo anche nomi celebri come quello di Donald Trump, che definì il cambiamento climatico prima come “bufala” e poi come “fenomeno passeggero”.

Ma perché ci sono tante persone che negano l’evidenza del cambiameno climatico, sebbene decine di studi scientifici ne confermino la veridicità? Questo nuovo fenomeno negazionista è trasversale, e tra le fila di coloro che non credono che il clima stia irreversibilmente cambiando ci sono persone di ogni ceto ed età – cos’è dunque che spinge le persone a negare quella che indubbiamente può essere definita come una comprovata realtà?

 

Scorciatoie mentali

Quando le persone devono prendere una decisione, utilizzano delle “euristiche”, delle scorciatoie mentali che ci permettono di risolvere un problema nel minor tempo possibile ma che, per quanto siano frequentemente utili e ci abbiano permesso di sopravvivere e svilupparci fino a questo punto, spesso ci portano a commettere degli errori.

Secondo Amon Tversky e Daniel Kahneman (premio nobel per l’economia nel 2002) le decisioni delle persone sono il prodotto di tre meccanismi cognitivi: rappresentatività, disponibilità ed ancoraggio.

 

Decisioni Sbagliate

La distanza psicologica dell’evento non permette agli individui di rappresentare accuratamente il pericolo del cambiamento climatico: la distanza spazio-temporale delle conseguenze del cambiamento climatico porta le persone a non consideralo come realmente dannoso, pericoloso o reale. Un vecchio adagio recita “lontano dagli occhi, lontano dal cuore.”, e la psicologia conferma che, spesso, è proprio così: le persone non riescono a percepire il cambiamento climatico come reale o come pericoloso perché i suoi effetti non si manifestano nel presente e non lo faranno nemmeno in un futuro immediato. Questo accade perché il nostro cervello si è evoluto per far sì che rispondessimo più velocemente ed in maniera più efficace a pericoli che possano essere considerati tali per noi; per riuscire a comprendere che il cambiamento climatico sia realmente pericoloso è necessario mettere in atto una rappresentazione mentale più complessa.

Le persone prendono decisioni in base a quanto è stato fatto in passato riguardo ad un problema particolare (disponibilità). Le persone attingono alla propria esperienza personale per comprendere quanto sia probabile un avvenimento – seguendo peraltro meccanismi più emotivi che razionali, considerando i fattori più vividi e che meglio si ricordano molto più di altri che avrebbero uguale importanza ma che, avendo avuto un minore impatto nella vita della persona, non sono così ben conservati nella memoria.

Ricordando meglio la prima informazione ricevuta, e spesso considerandola più attendibile (ancoraggio), in quest’epoca di fake news e di notizie imprecise è facile immaginare che molte persone possano ritrovarsi a sostenere idee sbagliate o non del tutto corrette: nel caso del cambiamento climatico questo meccanismo mentale è purtroppo evidentemente applicato. A rafforzare l’effetto dell’ancoraggio c’è il bias di conferma – fenomeno per il quale tendiamo a dare maggiore rilievo a quelle informazioni che confermano appunto il nostro punto di vista ed ad ignorare quanto invece lo contraddice. L’essere inesperti in un determinato contesto non permette inoltre di accettare facilmente le critiche: l’ormai celebre effetto Dunning-Kruger spiega bene come ad una maggiore esperienza e conoscenza corrisponda la maggiore capacità di riconoscere i propri limiti ed errori, mentre invece ad una minore esperienza e conoscenza corrisponda purtroppo l’incapacità a farlo e dunque alla fossilizzazione sulle proprie posizioni. Le persone, non dotate degli strumenti cognitivi adatti a riconoscere i propri errori, si considerano migliori di altri e non sono disposte a cambiare facilmente idea.

A complicare la situazione, intervengono ulteriori bias cognitivi, errori del ragionamento. L’ottimismo, per esempio, ci porta a sottostimare i rischi effettivi che certe situazioni possono comportare, e questo vale anche per quanto riguarda il cambiamento climatico: la situazione ci appare molto migliore di quella che effettivamente è. La procrastinazione ci porta invece a voler rimandare eventuali sacrifici, anche i più banali, quale potrebbe essere per esmepio fare una semplice raccolta differenziata. Infine, ma non meno importante, è il cosiddetto effetto gregge, che ci spinge ad omologarci alle abitudini prese da altri, seguendo il ragionamento, sbagliato, secondo cui “se tante persone agiscono in un determinato modo, allora sarà certamente giusto far così”.

 

Come cambiare il mondo

Inoltre, il fatto che il problema sia collettivo e non del singolo spinge le persone a considerare il proprio contributo non significativo, ed a delegare ogni responsabilità ed iniziativa alle istituzioni; questo meccanismo viene contrastato da iniziative come quella della giovane Greta Thunberg, perché alle persone arriva il messaggio, ripetuto spesso dalla ragazza, che “Non si è mai troppo piccoli per cambiare il mondo, non sei mai troppo piccolo per fare la differenza.”. Probabilmente, l’astio mosso nei confronti della ragazzina deriva anche da questo suo contraddire questi consolidatissimi e sbagliati meccanismi mentali. Contrastarli è difficile, ma necessario: conoscerli è il primo passo per superarli e iniziare a costruire un mondo migliore, più sano e pulito.

Simona Lazzaro

Le stelle sono l’energia pulita del futuro. In Europa inizia la sperimentazione per Iter, il reattore che funziona come un piccolo Sole

Attraverso lo sviluppo del progetto Iter, con delle sperimentazioni controllate, ricercatori stanno cercando di riprodurre sul nostro pianeta le stesse reazioni che alimentano il Sole allo scopo di generare nuova energia pulita. “Siamo impegnati in una delle sfide più ambiziose della storia umana” dice Bernard Bigot, direttore generale di Iter. “Vogliamo replicare sulla Terra quello che avviene nel cuore del Sole.”. Attraverso la fusione di atomi di idrogeno e produzione di elio, anche noi saremo in grado di generare lo stesso tipo di energia che producono le stelle.

Energia sicura e pulita

L’energia di fusione nucleare, a differenza della fissione, sarebbe secondo i ricercatori molti più sicura: il materiale radioattivo sarebbe molto ridotto e non sarebbero prodotti gas serra. In caso di anomalia del reattore il processo semplicemente si bloccherebbe.

Il processo è molto complesso: partendo dall’acqua di mare e dal litio, si estraggono i due isotopi dell’idrogeno, il deuterio e il trizio che, scaldandoli fino a raggiungere temperature altissime per arrivare allo stato di plasma, vegono spinti alla fusione attraverso l’utilizzo di grandissimi magneti.

In passato si è già tentato di produrre energia in questo modo, ma, sebbene si sia riusciti ad ottenere una fusione, l’energia necessaria perché il processo avvenisse era maggiore di quella ricavata dalla fusione stessa. Tuttavia, attraverso l’utilizzo di macchinari più grandi, i ricercatori pensano di poter finalmente ricavare dalla fusione nucleare una quantità di energia molto maggiore. Così nasce il progetto Iter.

Un progetto internazionale

L’impresa è davvero colossale, e il suo costo complessivo è di ventidue miliardi di euro. E’ un progetto internazionale, sostenuto da molte fonti: trentacinque paesi provenienti da Europa, Corea, Cina, Giappone, India, Russia e Stati Uniti. Il reattore avrà sede in Francia, precisamete a Cadarache, ma le varie componenti che lo costituiranno sono costruite e in corso di sperimentazione in tutta Europa. In Italia, in particolare a Padova, è in corso la costruzione delle parti del reattore che innescheranno il suo funzionamento.

Al Consorzio rfx di Padova è in corso la sperimentazione di Mitica (Megavolt Iter Injector & Concept Advancement), prototipo dell’acceleratore di particelle neutre che servirà a portare alla temperatura di fusione il plasma del reattore sperimentale. Il primo stadio di Mitica sarà Spider, l’iniettore di ioni negativi di Idrogeno e Deuterio più potente al mondo, che scalderà il reattore fino alla temperatura di centocinquanta milioni di gradi, il cui costo di costruzione sarà di duecento milioni di euro.

Dopo la sperimentazione di Iter sarà poi costruita Demo, una centrale elettrica che sfrutta appunto i principi di fusione nucleare, alcuni dei cui componenti saranno costruiti a Frascati, con un investimento di oltre cinquecento milioni di euro.

“L’energia delle Stelle può arrivare sulla Terra” prima che sia troppo tardi

I ricercatori si auspicano di mettere a punto entro il 2060 un nuovo modello per la creazione di energia pulita, ma la prima accensione della macchina è prevista per il più vicino 2025, mentre la prima, vera fusione è attesa entro il 2035. Bigot afferma che questa sia “l’unica strada che abbiamo”, e che non ci sia concesso di perdere altro tempo: i combustibili fossili si stanno esaurendo, le energie rinnovabili che vengono attualmente utilizzate hanno numerosi limiti, tali che non permettono loro di sostituire fonti di energia più inquinanti. “L’energia delle stelle” commenta Francesco Gnesotto, presidente del Corsorzio rfx “può arrivare sulla Terra.”.

Simona Lazzaro

Scegli la bolletta digitale. Il risparmio minimo è di 42 euro!

In molte famiglie è una costante discutere sulle bollette sia della luce che del gas. Ma il problema spesso non è solo il prezzo che “impazzisce” mese dopo mese; bisogna anche valutare il tempo che si rischia di perdere ogni qualvolta occorre effettuare il dovuto pagamento. Avete mai perso ore della giornata ad attendere il vostro turno alla Posta? E avete mai valutato i costi aggiuntivi che affliggono il pagamento della bolletta, magari oltre a quelle previste per la benzina?                                                                                                 La verità è che potresti economizzare. La scelta vincente è la bolletta digitale. Il risparmio minimo previsto è di 42euro. Lo spiegano i numeri!

Una volta ogni due mesi arriva un postino che ci bussa al citofono. Ci consegna la “fatidica” bolletta bimestrale. A volte c’è il rischio che non possa pervenire, per un motivo o per un altro, eppure ciascuna compagnia energetica ha fatto il suo dovere, inviartela. Non sarà di certo colpa sua se non arriva a destinazione.  A quel punto, trascorso del tempo, non ci sono novità sul pagamento del corrispettivo; e così, sorgono i primi solleciti (e anche quelli hanno un costo).

La verità è che ad oggi, ormai, tutto è digitale. Esistono gli smartphone, i computer e la connessione internet onnipresente. I gestori del libero mercato, infatti, hanno fatto grandi passi avanti rendendo la vita molto più semplice. Il pagamento può avvenire anche online.

 

I costi della bolletta cartacea

Ogni invio cartaceo può costare fino a 2 euro. Considerando la doppia utenza, luce e gas, la spesa bimestrale è presumibilmente di 4 euro ogni bimestre. Le spese annuali, quindi, già ammontano a 24 euro solo di spedizioni.

Ma, è opportuno valutare fino al dettaglio quali possono essere i costi complessivi. Per questo motivo, esasperando ancora di più, si fa notare che anche il bollettino postale ha un costo. Le commissioni per ciascun pagamento sono pari a 1,50euro. Moltiplicando quest’ultimo costo per le 12 bollette (sia luce che gas), si accumula l’ulteriore spesa di 18euro.

Arrivati a questo punto, siamo certi che la spesa complessiva ammonta ad un minimo di 42euro! Le spese di carburante, unitamente al tempo impiegato per raggiungere la Posta (oltre che rischiare molti minuti di attesa) possono rappresentare un’ulteriore forma di spreco.

 

Come evitare tali costi

La scelta della bolletta digitale azzera questi costi. Ancor meglio se si approfitterà del servizio di invio elettronico della propria fattura. Infatti, ciascun operatore energetico si propone con i seguenti servizi:

  • Possibilità di ricezione della bolletta via email;
  • Area clienti dedicata;
  • Possibilità di pagamento elettronico.

 

In sintesi, le caratteristiche della bolletta digitale

è Gratuita: La bolletta, se richiesta nel formato digitale, verrà inviata direttamente al proprio indirizzo di posta elettronica. Alcun costo di spedizione verrà applicato;

è Veloce: la bolletta arriverà velocemente a destinazione nella posta elettronica indicata, altrimenti sarà consultabile nella propria “Area personale”;

è Pratica: in un mondo sempre più digitale, è possibile consultare la bolletta accedendo all’ “Area personale” da pc, smartphone o tablet. La documentazione sarà disponibile in ogni momento;

è Sostenibile: Se si è fautori di un mondo più Green, volendo ridurre l’emissione di anidride carbonica per il trasporto/consegna delle bollette e gli sprechi della carta, è la scelta ideale.

Umberto D’Andrea