Risparmiare in bolletta: nuove frontiere delle concessioni di energia

In collaborazione con la rete di contatti creata nell’ambito della Climate KIC e Horizon 2020, programmi edificati dalla Comunità Europea per la lotta ai cambiamenti climatici e per l’ambiente, la società Aster ha deciso di provare a rivoluzionare i consumi di energia all’interno di condomini, complessi di edifici e case.

Grazie alla sperimentazione di nuove tipologie di contratti atti a riqualificare l’efficientamento di energia gas e luce in Emilia Romagna, nel parmense e nel reggiano, Aster ha come obbiettivo il risparmio di 5.084 GWh (wattora), circa il 40% in meno, e minori emissioni di CO2 per 1027 tonnellate.
Per una durata di 28 mesi, il progetto Lemon, così denominato dall’azienda prima citata, ha ottenuto finanziamenti regionali ed europei per offrire assistenza tecnica a progetti di efficienza energetica innovativi e finanziariamente affidabili, e  li ridistribuirà sugli affitti degli alloggi in base alla prestazione energetica di esso. Sintetizzando, gli affitti dei 622 alloggi sociali messi a disposizione sarà lievemente maggiorato, per ottenere una maggiore qualità di vita ambientale, oltre che un risparmio massiccio di energia.

Il “manuale dell’inquilino”

Nell’ambito della fiera organizzata per il progetto Lemon – Less Energy More OpportuNities, alcuni esponenti di Aster, hanno proposto ai presenti la creazione di un vero e proprio regolamento da seguire, una guida per la gestione dei consumi, creando dei consigli reali per gestire al meglio gli sprechi e creando i presupposti per una modifica comportamentale e delle abitudini dei soggetti pubblici, “inquilini”, in questione.

Il progetto Lemon sembra aprire una nuova strada verso il risparmio energetico ed economico, reale e misurabile, in linea con le nuove direttive europee attente all’inquinamento ambientale, attraverso la creazione di nuove frontiere di contratti “a consumo”, che posso radicalmente rivoluzionare il mondo dell’edilizia e dell’efficientamento energetico.

Più benefici e meno sprechi. Il manuale del risparmio energetico

Cosa significa risparmiare?

Il risparmio energetico è un insieme di comportamenti virtuosi volti a limitare gli sprechi e a rendere i propri consumi efficienti. Il tuo si traduce in “ottimizzazione dei consumi”.

Per questo motivo, risparmiare non é un concetto semplice, significa:

  • CAMBIARE le proprie abitudini;
  • CONOSCERE una nuova alternativa;
  • SFRUTTARE nuove opportunità;
  • OTTENERE il migliore vantaggio in base al proprio interesse ed esigenze.

Le buone abitudini per un risparmio energetico in casa

Si tratta di piccoli accorgimenti quotidiani che noi definiamo “regole di buon senso” che ti permettono di ridurre le tue spese.

🎯 NON APRIRE IL FORNO DURANTE LA COTTURA: in questo modo è possibile evitare inutili dispersioni di calore;

🎯 SPEGNERE IL FORNO/PIANO COTTURA qualche secondo prima di ultimare la tua preparazione: in questo modo sfrutterai il calore rimasto, prima di dissiparsi;

🎯 UTILIZZA SEMPRE IL COPERCHIO quando cucini. L’acqua in pentola bolle prima;

🎯 “IL MEZZO CARICO” DI LAVATRICE consuma di più. Riempila al Max prima del suo utilizzo;

🎯 LAVATRICI A 60°, risparmi almeno il 30% di energia. Perciò, assicurati che sia davvero necessario il lavaggio a 90°;

🎯 RICORDA DI SPEGNERE E STACCARE LE SPINE DEGLI ELETTRODOMESTICI quando non sono necessari. Infatti le spine multiprese sono utili, potendo disattivare più apparecchi nello stesso momento (Pensa che il consumo medio-annuo del puntino luminoso di un televisore spento ammonta a circa 30euro);

🎯 CIASCUN FORNITORE DI ENERGIA PREVEDE TARIFFE ORARIE. Se vuoi “tagliare” la tua bolletta svolgi le attività nei tempi che fanno al caso tuo (es. Una lavastoviglie prima di andare a dormire).

🎯 E’ GENERALMENTE SCONSIGLIATO UTILIZZARE STUFETTE E TERMOVENTILATORI ELETTRICI: consumano tanto e restituiscono benefici poco duraturi. E’ consigliabile un utilizzo intelligente del proprio condizionatore (a temperature costanti).

Cambiare queste abitudini significa adottare nuove metodologie, sottrarsi probabilmente da piccoli sprechi ma occorre tener conto che è la somma ha determinare il totale.

Esempi di ecologia dal mondo: la Danimarca

L’energia eolica

Secondo i dati raccolti negli ultimi cinque anni, la Danimarca sembra aver ridotto drasticamente e messo da parte l’utilizzo dei combustibili fossili in favore dell’utilizzo dell’energia eolica, per raggiungere il primato del livello più basso di emissioni di CO2; già da prima del 2015, infatti, lo Stato Danese, attraverso l’istallazione di più di 5000 pale eoliche, fornisce ai cittadini energia pulita, lontana dagli sprechi e dall’inquinamento urbano e industriale. In moltissimi casi, nel corso degli anni, in alcuni periodi dell’anno, si è arrivati a coprire più del 100% della domanda energetica.
Ma la forza trainante degli “ideali puliti” della Danimarca è rappresentata dalla volontà di non fermarsi a questi risultati: infatti, entro il 2020, le alte cariche dello stato, investiranno ulteriormente sull’energia eolica, per arrivare ad un consumo del 50% della stessa, a discapito dell’utilizzo di quei combustibili che stanno disintegrando le aspettative di sopravvivenza della natura e dell’ambiente del globo.

CO(2)PENAGHEN: la città ecosostenibile

Non a caso, la Danimarca si posiziona tra i primi tre paesi al mondo in materia di ecologia, e la sua capitale Copenaghen è tra le città più ecosostenibili e verdi. Circa il 90% dei cittadini ha in dotazione una bicicletta personale, chiunque non la abbia ha la possibilità di utilizzare un servizio di bike sharing “gratuito” offerto dalle iniziative statali. Anche per quanto riguarda l’attenzione per le emissioni, sono messe a disposizione dei cittadini automobili elettriche e a idrogeno, facilmente trovabili in giro per la città.
Lo Stato si impegna da decenni nella trasmissione di ideali “green”, con un’attenzione particolare e una cura notevole per il verde della città: moltissimi sono i parchi in cui turisti e cittadini possono recarsi per respirare aria pulita, passeggiare in compagnia, pedalare e mantenersi in forma o semplicemente immergersi nella natura e nei suoi panorami, offerti dalle splendide ambientazioni nordiche.

Certo è che la cura dei danesi nei confronti dell’ambiente non è una semplice casualità o una forzatura da parte dello Stato; infatti l’educazione e l’informazione in questo campo, li ha portati ad essere tra i primi consumatori dei famosi prodotti “bio”, di cui si sente parlare molto anche dalle nostri parti ma con effetti e risultati notevolmente minori.

Conclusioni

Le amministrazioni locali non lasciano i cittadini in balia delle proprie personali decisioni, danno delle direttive utili, in funzione di una estrema cura della natura e di tutto ciò che la terra ci offre.
Sintetizzando, l’attenzione nei confronti del patrimonio naturale della nostra terra, non può semplicemente od esclusivamente venire da motivazioni personali e singoli ideali; c’è bisogno di direttive ed indicazioni da chi, attraverso la creazione di progetti reali e “puliti”, possa portare nelle vite dei cittadini nuove idee e un miglioramento dello stile di vita.

Gennaro Sarnelli

Ma cos’è nello specifico il risparmio energetico?

Chiunque abbia a cuore l’ambiente non può esimersi dal praticare quello che viene comunemente definito come risparmio energetico.

Ma cos’è nello specifico il risparmio energetico?

Consiste in una serie di piccoli accorgimenti che consentono di non sprecare energia e di utilizzare al meglio quella che abbiamo a disposizione. Il risparmio energetico non solo ci permette di salvaguardare l’ambiente ma anche di dare un po’ di respiro ai nostri portafogli: eliminare ogni spreco vuol dire anche risparmiare sulla bolletta.

Nonostante molti di noi siano animati da buone intenzioni, molto spesso non conosciamo nello specifico le pratiche che ci consentono di risparmiare effettivamente energia. Ecco quindi una piccola guida che ci permetterà di vivere in modo più verde e più economico!

Piccole disattenzioni e grandi sprechi

La cosa più semplice a cui far caso è senza dubbio l’illuminazione. Quante volte ci capita di lasciare la luce accesa, per dimenticanza o distrazione? Spegnere sempre le luci è un buon punto di partenza per chiunque. Tuttavia ci sono anche altri semplici accorgimenti che possono aiutarci a risparmiare energia: scegliere lampadine in base alle nostre esigenze, preferire quelle a risparmio energetico ed evitare di accendere le luci in pieno giorno sono ottime abitudini.

Tuttavia non c’è solo l’illuminazione a cui far caso: spesso lasciamo i nostri elettrodomestici in standby, ovvero continuano a consumare energia pur essendo spenti. Staccando loro la spina o girando il loro interruttore su “off” risparmieremo davvero molto sia in termini di denaro che di energia ed inquinamento.

Aumentare l’efficienza dei nostri elettrodomestici potrebbe essere altrettanto efficace: piccoli accorgimenti come non posizionare il frigorifero vicino a fonti di calore, non azionare la lavastoviglie a mezzo carico oppure pulire i filtri dei condizionatori aumenterà la resa degli apparecchi permettendoci di sfruttarli al meglio. Non posizionare ai abiti sui termosifoni d’inverno e controllare che non vi siano residui d’aria negli stessi permetterà di riscaldare al meglio e più in fretta la casa.

Ecobonus

Se la prospettiva di un mondo meno inquinato e di una bolletta meno pesante non bastasse a spingervi nella direzione del risparmio energetico, forse sapere che esiste un ecobonus vi farà cambiare idea: come si legge sul sito dell’agenzia delle entrate, tutti coloro che aumentano l’efficienza energetica degli edifici esistenti possono detrarre parte delle spese sostenute. La detrazione è molto consistente e oscilla tra il cinquanta e l’ottanta percento della spesa.

Simona Lazzaro

Le stelle sono l’energia pulita del futuro. In Europa inizia la sperimentazione per Iter, il reattore che funziona come un piccolo Sole

Attraverso lo sviluppo del progetto Iter, con delle sperimentazioni controllate, ricercatori stanno cercando di riprodurre sul nostro pianeta le stesse reazioni che alimentano il Sole allo scopo di generare nuova energia pulita. “Siamo impegnati in una delle sfide più ambiziose della storia umana” dice Bernard Bigot, direttore generale di Iter. “Vogliamo replicare sulla Terra quello che avviene nel cuore del Sole.”. Attraverso la fusione di atomi di idrogeno e produzione di elio, anche noi saremo in grado di generare lo stesso tipo di energia che producono le stelle.

Energia sicura e pulita

L’energia di fusione nucleare, a differenza della fissione, sarebbe secondo i ricercatori molti più sicura: il materiale radioattivo sarebbe molto ridotto e non sarebbero prodotti gas serra. In caso di anomalia del reattore il processo semplicemente si bloccherebbe.

Il processo è molto complesso: partendo dall’acqua di mare e dal litio, si estraggono i due isotopi dell’idrogeno, il deuterio e il trizio che, scaldandoli fino a raggiungere temperature altissime per arrivare allo stato di plasma, vegono spinti alla fusione attraverso l’utilizzo di grandissimi magneti.

In passato si è già tentato di produrre energia in questo modo, ma, sebbene si sia riusciti ad ottenere una fusione, l’energia necessaria perché il processo avvenisse era maggiore di quella ricavata dalla fusione stessa. Tuttavia, attraverso l’utilizzo di macchinari più grandi, i ricercatori pensano di poter finalmente ricavare dalla fusione nucleare una quantità di energia molto maggiore. Così nasce il progetto Iter.

Un progetto internazionale

L’impresa è davvero colossale, e il suo costo complessivo è di ventidue miliardi di euro. E’ un progetto internazionale, sostenuto da molte fonti: trentacinque paesi provenienti da Europa, Corea, Cina, Giappone, India, Russia e Stati Uniti. Il reattore avrà sede in Francia, precisamete a Cadarache, ma le varie componenti che lo costituiranno sono costruite e in corso di sperimentazione in tutta Europa. In Italia, in particolare a Padova, è in corso la costruzione delle parti del reattore che innescheranno il suo funzionamento.

Al Consorzio rfx di Padova è in corso la sperimentazione di Mitica (Megavolt Iter Injector & Concept Advancement), prototipo dell’acceleratore di particelle neutre che servirà a portare alla temperatura di fusione il plasma del reattore sperimentale. Il primo stadio di Mitica sarà Spider, l’iniettore di ioni negativi di Idrogeno e Deuterio più potente al mondo, che scalderà il reattore fino alla temperatura di centocinquanta milioni di gradi, il cui costo di costruzione sarà di duecento milioni di euro.

Dopo la sperimentazione di Iter sarà poi costruita Demo, una centrale elettrica che sfrutta appunto i principi di fusione nucleare, alcuni dei cui componenti saranno costruiti a Frascati, con un investimento di oltre cinquecento milioni di euro.

“L’energia delle Stelle può arrivare sulla Terra” prima che sia troppo tardi

I ricercatori si auspicano di mettere a punto entro il 2060 un nuovo modello per la creazione di energia pulita, ma la prima accensione della macchina è prevista per il più vicino 2025, mentre la prima, vera fusione è attesa entro il 2035. Bigot afferma che questa sia “l’unica strada che abbiamo”, e che non ci sia concesso di perdere altro tempo: i combustibili fossili si stanno esaurendo, le energie rinnovabili che vengono attualmente utilizzate hanno numerosi limiti, tali che non permettono loro di sostituire fonti di energia più inquinanti. “L’energia delle stelle” commenta Francesco Gnesotto, presidente del Corsorzio rfx “può arrivare sulla Terra.”.

Simona Lazzaro

Scegli la bolletta digitale. Il risparmio minimo è di 42 euro!

In molte famiglie è una costante discutere sulle bollette sia della luce che del gas. Ma il problema spesso non è solo il prezzo che “impazzisce” mese dopo mese; bisogna anche valutare il tempo che si rischia di perdere ogni qualvolta occorre effettuare il dovuto pagamento. Avete mai perso ore della giornata ad attendere il vostro turno alla Posta? E avete mai valutato i costi aggiuntivi che affliggono il pagamento della bolletta, magari oltre a quelle previste per la benzina?                                                                                                 La verità è che potresti economizzare. La scelta vincente è la bolletta digitale. Il risparmio minimo previsto è di 42euro. Lo spiegano i numeri!

Una volta ogni due mesi arriva un postino che ci bussa al citofono. Ci consegna la “fatidica” bolletta bimestrale. A volte c’è il rischio che non possa pervenire, per un motivo o per un altro, eppure ciascuna compagnia energetica ha fatto il suo dovere, inviartela. Non sarà di certo colpa sua se non arriva a destinazione.  A quel punto, trascorso del tempo, non ci sono novità sul pagamento del corrispettivo; e così, sorgono i primi solleciti (e anche quelli hanno un costo).

La verità è che ad oggi, ormai, tutto è digitale. Esistono gli smartphone, i computer e la connessione internet onnipresente. I gestori del libero mercato, infatti, hanno fatto grandi passi avanti rendendo la vita molto più semplice. Il pagamento può avvenire anche online.

 

I costi della bolletta cartacea

Ogni invio cartaceo può costare fino a 2 euro. Considerando la doppia utenza, luce e gas, la spesa bimestrale è presumibilmente di 4 euro ogni bimestre. Le spese annuali, quindi, già ammontano a 24 euro solo di spedizioni.

Ma, è opportuno valutare fino al dettaglio quali possono essere i costi complessivi. Per questo motivo, esasperando ancora di più, si fa notare che anche il bollettino postale ha un costo. Le commissioni per ciascun pagamento sono pari a 1,50euro. Moltiplicando quest’ultimo costo per le 12 bollette (sia luce che gas), si accumula l’ulteriore spesa di 18euro.

Arrivati a questo punto, siamo certi che la spesa complessiva ammonta ad un minimo di 42euro! Le spese di carburante, unitamente al tempo impiegato per raggiungere la Posta (oltre che rischiare molti minuti di attesa) possono rappresentare un’ulteriore forma di spreco.

 

Come evitare tali costi

La scelta della bolletta digitale azzera questi costi. Ancor meglio se si approfitterà del servizio di invio elettronico della propria fattura. Infatti, ciascun operatore energetico si propone con i seguenti servizi:

  • Possibilità di ricezione della bolletta via email;
  • Area clienti dedicata;
  • Possibilità di pagamento elettronico.

 

In sintesi, le caratteristiche della bolletta digitale

è Gratuita: La bolletta, se richiesta nel formato digitale, verrà inviata direttamente al proprio indirizzo di posta elettronica. Alcun costo di spedizione verrà applicato;

è Veloce: la bolletta arriverà velocemente a destinazione nella posta elettronica indicata, altrimenti sarà consultabile nella propria “Area personale”;

è Pratica: in un mondo sempre più digitale, è possibile consultare la bolletta accedendo all’ “Area personale” da pc, smartphone o tablet. La documentazione sarà disponibile in ogni momento;

è Sostenibile: Se si è fautori di un mondo più Green, volendo ridurre l’emissione di anidride carbonica per il trasporto/consegna delle bollette e gli sprechi della carta, è la scelta ideale.

Umberto D’Andrea

 

 

Una fattoria solare a trentasemila chilometri dalla terra: così la Cina vuole costruire entro il 2030 una stazione energetica solare

In un mondo che consuma sempre più energia elettrica la Cina ha un progetto ambizioso: quello di utilizzare l’energia solare “catturandola” direttamente nello spazio, dove i pannelli solari potrebbero avere un’ottimizzazione decisamente maggiore rispetto a quelli terrestri: secondo le stime, saranno otto volte più efficienti. Senza l’atmosfera a fare da schermo alla luce del sole, senza che fenomeni atmosferici interferiscano con la raccolta di energia, si calcola di poter raccogliere un flusso stabile di circa duemila GW di elettricità. L’assenza di atmosfera aumeterà l’efficienza dei pannelli solari del 36%, e l’assenza dell’alternanza del giorno e della notte la raddoppierà.

 

Energia pura e pulita

Dal 2021 la China Academy of Space Technology Corporation ha intenzione di iniziare le sperimentazioni presso Chongquing con l’obiettivo di creare un prototipo entro il 2025, per arrivare poi, entro il 2030, alla costruzione a trentaseimila chilometri dalla terra di una stazione energetica solare. La stazione sarà costituita da migliaia di satelliti ricoperti da pannelli solari e, una volta assemblata nello spazio, la fattoria solare sarà inserita in un’orbita geostazionaria – la sua velocità di volo coinciderà con quella della rotazione terrestre. I satelliti costituirebbero uno sciame conico che convoglierebbe l’energia raccolta attraverso un fascio di microonde ad alta intensità sulla Terra, dove sarebbe convertito poi in energia elettrica utilizzabile, inesauribile ed assolutamente pulita. Il costo per la costruzione della fattoria solare potrebbe aggirarsi intorno ai nove miliardi di euro e potrebbe iniziare a raccogliere energia a scopo commerciale dal 2040.

 

Rischi e limiti di un ambizioso progetto

Il progetto non è nuovo, ma viene periodicamente proposto dal 1960. A frenare gli entusiasmi sono state le difficoltà logistiche che accompagnerebbero la costruzione della stazione e le non del tutto dissipate preoccupazioni sugli effetti che il raggio di microonde potrebbe avere sulle strutture e sugli abitanti del nostro pianeta.

Ad oggi, trasportare i materiali nello spazio sarebbe un’operazione complicata e costosa: per questo, gli scienziati cinesi hanno proposto l’utilizzo di stampanti 3d per la creazione dei componenti necessari alla creazione dei pannelli fotovoltaici direttamente sul luogo. Inoltre, secondo alcuni esponenti della JAXA – Japan Aereospace Exploration Agency – la costruzione della struttura da parte dell’equipaggio potrebbe essere ad alto rischio, ed infatti “una fase chiave del programma sarà lo sviluppo di sitemi robotici in grado di assemblare autonomamente tutti i componenti della grande struttura orbitale.”.

Pang Zihao, ricercatore della China Academy of Space Technology, ritiene inoltre che sia necessario studiare gli effetti a lungo termine del raggio a microonde che porterebbe l’energia solare sul nostro pianeta, sebbene altri studiosi abbiano stimato che la potenza del raggio non dovrebbe essere superiore a quella del sole al mezzogiorno di un giorno estivo.
Scienziati cinesi e americani puntano sulla trasmissione dell’energia solare tramite queste microonde, ma gli studiosi russi propongono di raccogliere l’energia attraverso un laser. Se nei decenni precedenti il laser era stato nei progetti infatti considerato meno efficiente delle microonde e per questo scartato, adesso attraverso l’utilizzo di materiali come il gallio – che trasferisce energia elettrica con un’efficienza che va dal 40% al 70% – rende appetibile anche quest’altra modalità, che forse potrebbe avere meno effetti sul nostro pianeta.

Indubbiamente, il progetto cinese ha un sapore eccitante e fantascientifico. Nonostante la sua realizzazione potrebbe incontrare notevoli difficoltà e nonostante siano necessari ancora almeno dieci anni di esperimenti e tentativi, la raccolta di energia solare nello spazio potrebbe essere una delle migliori soluzioni per contrastare l’inquinamento e gli effetti del cambiamento climatico.
Simona Lazzaro

Le fonti di energia che illuminano la nostra casa e il nostro ufficio. In Italia, da dove derivano?

Le fonti di energia

Dopo il referendum del 2011 che ha escluso la possibilità di far ricorso a sistemi di sviluppo di energia nucleare in penisola italiana, oggi fonti certe sul territorio nazionale derivano da 3 fattori: utilizzo delle energie rinnovabili, non rinnovabili e quelle prodotte tenendo conto dell’acquisto di fonti esterne (si fa riferimento alle importazioni di combustibili fossili).

È già in corso dagli anni ’80 un programma di “decarbonizzazione”, in quanto tale risorsa è stata valutata notevolmente inquinante; e volendo mirare ad una produzione energetica più pulita (che spesso definiamo “green”, potendo favorire la tutela dell’ambiente), si possono utilizzare fonti non rinnovabili (i combustili fossili) e fonti rinnovabili (quali acqua, vento, sole e forza geotermina).

 

Nonostante le innumerevoli modalità con cui è possibile produrre energia sostenibile, meno della metà della produzione lorda di energia elettrica (circa il 37%) deriva dal settore delle rinnovabili. Eppure, i combustibili fossili non sono una risorsa inesauribile. Il carbone, infatti, potrà durare ancora un secolo; il petrolio, invece, altri 85 anni; l’ambiente chiede aiuto; e le condizioni di salute dell’uomo trasmettono un evidente segnale. Difatti il petrolio, il gas naturale e il carbone sono risorse preziose per alimentare il processo di produzione energetica delle centrali termoelettriche.

Volendo ridurre l’impatto inquinante sull’ambiente, si preferisce il gas metano agli altri combustibili. L’Italia è il terzo maggiore importatore al mondo di gas metano. Tale risorsa deriva in gran parte dalla Libia, Algeria e Russia. Le conseguenze di tali importazioni hanno un impatto non di poco conto sul prezzo dell’energia elettrica. Non a caso, infatti, l’Autorità dell’energia stabilisce condizioni contrattuali e economiche nel mercato di maggior tutela, condizione che cesserà di esistere a partire dal 1° luglio 2020.

 

 

Le centrali elettriche

Nelle centrali avviene la produzione di energia elettrica. È possibile distinguerne 6 di tipologie, ciascuna in base alla fonte primaria che viene utilizzata e poi dal rendimento, numero di trasformazioni effettuate, dalla collocazione geografica e dal tipo di macchinari presenti.  L’alternatore è il macchinario che opera per la produzione di elettricità. Il suo utilizzo si sostanzia in una effettiva trasformazione di energia meccanica in energia elettrica. La turbina, infatti è il macchinario collegato all’alternatore per produzione di energia meccanica che verrà trasformata. La turbina è distinguibile in base alla risorsa che alimenta il suo funzionamento. Si parla di turbina idrica quando la risorsa che si sfrutta è il movimento dell’acqua marina o fluviale; a vapore se, attraverso il riscaldamento dell’acqua, si fa ricorso ai movimenti di vapore; eolica se alimentata dal vento.

A seconda della fonte utilizzata distinguiamo le seguenti centrali elettriche:

  • Centrali nucleari: con il referendum del 2011, è stata esclusa questa opportunità sull’intero territorio nazionale;
  • Centrali eoliche: attraverso l’utilizzo della velocità del vento. La prima in Italia risale al 2002, La centrale eolica di Alta Nurra, costata ben 6 milioni di euro e che rappresenta da sempre una realtà produttiva molto importate della Sardegna Nord-occidentale;
  • Centrali idroelettriche: messe in funzione grazie al movimento dell’acqua. Presenti su quasi tutto il territorio nazionale. La prima fu costruita a Isoverde in provincia di Genova nel 1890;
  • Centrali Solari: attraverso lo sfruttamento di energia solare. Le più grandi centrali fotovoltaiche nel mondo sono presenti in Germania, Italia e Canada;
  • Centrali geotermiche: quelle che sfruttano il calore naturale derivante dai vapori geotermici contenuti nel sottosuolo. Sono presenti in Veneto, in Friuli, in Sicilia occidentale, nelle Isole eolie e di Pantelleria, nei Campi Flegrei e Isola d’Ischia nell’area napoletana;
  • Centrale termoelettrica: sono senz’altro gli impianti più utilizzati attraverso lo sfruttamento di petrolio che viene bruciato per la produzione di calore. Tale operazione garantisce il riscaldamento di una caldaia che permette di trasformare l’acqua presente nelle tubature in vapore. È tale vapore in pressione, poi, viene portato nella sala macchine convogliando sulle pale delle turbine, ponendole in moto di rotazione. Sono distribuite in buona parte sul tutto il territorio nazionale.

Umberto D’Andrea