Numero Verde

Soluzioni smart per lo stress ambientale

Per orientarsi su soluzioni di risparmio in termini economici e di gestione aziendale, sono in corso, da qualche anno, proposte e tentativi di “lavoro agile”, definito smart working. Questo concetto vuole rappresentare un’innovazione per le aziende nella gestione della vita privata e del lavoro dei dipendenti: mira a creare miglioramenti nelle performance aziendali, nei costi ambientali e di spostamento a carico e a costruire flessibilità e cooperazione. Per quanto riguarda quest’ultima caratteristica, infatti, è stato introdotto il desk sharing: con questo concetto si supera la classica idea di “scrivania” personale, per arrivare ad una condivisione tra più colleghi della stessa, per favorire confronti tra dipendenti e la creazione di forti motivazioni.

Cosa cambia in termini ambientali?
Ciò che c’è alla base dello lavoro agile è trovare delle soluzioni “smart”, intelligenti, che riescano a creare degli equilibri sani anche dal punto di vista della sostenibilità ecologica. Le aziende, risparmiando sull’energia e sugli spostamenti aziendali dei propri dipendenti, contribuirebbero a non alimentare l’inquinamento e a ridurre le emissioni di CO2.
Immaginate se migliaia di persone non dovessero spostarsi, obbligatoriamente, ogni giorno, per raggiungere i propri uffici; ci sarebbero i miglioramenti effettivi nell’ambiente, nel risparmio energetico, nella riduzione dell’inquinamento delle grandi città causato dalle industrie e dai gas di scarico delle automobili.
Per i più, lo smart working può rappresentare solo un’idea utopica, quasi da film, ma, in Italia, il ministero dell’ambiente è impegnato, dal 2014, in campagne di sensibilizzazione per imprenditori e amministratori aziendali, al fine di creare un’integrazione tra i modelli classici e i concetti nuovi e moderni di lavoro.

Se si può risparmiare, ottimizzare i tempi e le operazioni dei lavoratori e, allo stesso tempo, supportare un’ecologia fin troppo discussa e argomentata da tutti i media, la domanda, che ognuno di noi dovrebbe porsi, è perché non ci si sia ancora adattati a questa tipologia di innovazioni più sane e, sicuramente, più accessibili.

Gennaro Sarnelli

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