Numero Verde

Le nuove misure europee sul consumo della plastica

Anno dopo anno, le immagini ricorrenti di spiagge e scorci marini rovinati dalla piaga dell’inquinamento creato dall’uomo stesso in persona, riempiono non solo le pagine dei tanto amati social network ma dell’Internet in generale. Secondo le stime del WWF il 95% dei rifiuti in mare aperto del Mediterraneo è rappresentato dalla plastica.
Sembra che tutti conoscano concretamente il problema, molti credono di averlo realmente compreso, pochi hanno deciso di sposare la causa, realisticamente nessuno riesce a trovare delle soluzioni e provare a risolvere la questione. Per il bene dell’umanità e per amore del globo e dei suoi beni, sia chiaro.

Le proposte dell’ Unione Europea

Per queste motivazioni, l’inquinamento dell’ecosistema marino causato specialmente dall’utilizzo di prodotti usa e getta di plastica, è diventato argomento di dibattito anche alle sessioni del parlamento europeo di Strasburgo. La discussione parlamentare è stata incentrata su gli ultimi dati raccolti a riguardo, specialmente sulla constatazione del fatto che solo il 30% di 26 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, di tutta l’Europa, sia davvero riciclabile. Le votazioni, che hanno visto 571 deputati a favore della proposta di controllare e gestire al meglio la situazione, hanno portato alla messa al bando, entro il 2021, di prodotti di plastica usa e getta, come ad esempio cotton fioc e stoviglie fatti di questo materiale. Queste sono alcune delle nuove risoluzioni create dai parlamentari, insieme con la fabbricazione di prodotti fatti con materiali sostenibili e perfettamente riciclabili, anche per quanto riguarda il mondo della pesca. Dopo le disposizioni del 2015 che riguardano l’abolizione dei sacchetti di plastica dal commercio, l’UE sembra essersi accorta ulteriormente della rovina che si sta progressivamente creando nei suoi mari e sulle coste dell’Europa intera, un disastro che farà ogni giorno sempre più fatica a cessare di esistere.
Sarà impegno di ogni nazione membra cercare di ridurre drasticamente l’utilizzo della plastica, al fine di provare a salvare quell’ecosistema, flora e fauna comprese, che chiede disperatamente aiuto, da quasi mezzo secolo.

Essere partecipi significa contribuire

Le campagne di sensibilizzazione da parte di organizzazioni interessate alla salvaguardia del mar Mediterraneo e delle specie animali che lo popolano, con le numerosissime petizioni lanciate dalle stesse per creare un movimento compatto di consapevolezza, come quella del WWF “#stopplasticpollution”, che prevede la creazione di un Trattato Globale per una risoluzione concreta di questa problematica, soprattutto non unicamente chiacchierata, non sembrano ancora aver creato gli effetti aspettati. La pressione da parte di queste organizzazioni sembra essere ulteriormente aumentata a causa della mancanza di impegni significativi da parte delle autorità, confidando in un intervento tempestivo, nella speranza di un miglioramento generale del livello di inquinamento delle acque continentali.

E tu, non lo cercheresti un modo per provare a mantenere la tua casa sempre pulita ?

Gennaro Sarnelli

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