Numero Verde

Il Giappone in pillole: lezioni di ecologia e senso civico

Immerso in paesaggi naturali e panorami mozzafiato, circondato dall’Oceano Pacifico, tra isole vulcaniche e montuose, l’arcipelago del Giappone e gli abitanti che lo popolano puntano sulla tutela e la conservazione dell’ambiente e dei suoi patrimoni. I problemi ambientali sono stati all’ordine del giorno sin dagli anni 90: infatti nel 1993, con la promulgazione della Legge fondamentale per l’ambiente, è stata scandita precisamente la volontà di mettere un punto fisso all’inquinamento e allo smog dei grandi centri abitati giapponesi. Questa soluzione ha portato al paese, oltre che il beneplacito delle organizzazioni per la lotta all’inquinamento, numerosi miglioramenti: ce ne sono stati dal punto di vista del risparmio energetico, nella limitazione di emissioni industriali, nell’informazione e promozione del riciclaggio e in altre dinamiche risolutive nella vita quotidiana di ogni cittadino. Inoltre, dal 2011, a distanza di pochi mesi dal disastro di Fukushima, dove, a causa del terremoto e maremoto del Tōhoku, ci furono quattro esplosioni della sua centrale nucleare, con il seguente sversamento in mare di rifiuti e scarti tossici, grazie all’intervento di Greenpeace e attraverso manifestazioni che hanno mobilitato tutta la popolazione è stata messa in discussione e in risalto la gestione dei rifiuti industriali e la questione dell’inquinamento che ne deriva.

SE SPORCHI, PULISCI

La grande civiltà della società Giapponese insieme con i suoi valori, tramandati di generazione in generazione, hanno permesso che un processo di informazione e di tutela dei suoi beni naturali fosse portato a compimento in ogni sua forma. Un esempio lampante della trasmissione di questi valori è stato quello dei mondiali del 2018, quando i tifosi della compagine nipponica, al termine di ogni partita, erano soliti rimanere all’interno dello stadio fino a quando non fossero stati ripuliti interamente i settori da loro occupati da ogni genere di immondizia e sporcizia create, durante il match al quale assistevano; quelle immagini, che hanno fatto il giro del mondo, rappresentano una questione di mentalità completamente differente, a volte opposta rispetto alla visione occidentale, totalmente lontana dalla pura visibilità mediatica, con l’intenzione di lasciare un messaggio ben preciso.
Un consiglio da accettare e da non sottovalutare.

UN SOGNO CHE DIVENTA REALTA’

Tokyo ospiterà i Giochi della XXXII Olimpiade; in vista di questa vetrina e di questo grandissimo evento che vedrà la capitale nipponica protagonista di una vastità di scambi culturali, il Giappone si è impegnato nella creazione e nel lancio sul mercato, dal 2015, di autobus e di un’automobile “a celle combustibili”, che utilizzano come carburante l’elemento più presente sulla superficie terrestre, l’acqua. Queste vetture ad idrogeno  rappresentano un grandissimo traguardo per la tecnologia Giapponese,in linea con i processi di informazione e con il sistema di valori promulgato nel corso dei decenni dalle autorità per la popolazione. Con soli cinque kilogrammi di idrogeno, per quanto riguarda le automobili comuni, sarà possibile percorrere circa cinquecento kilometri, una scelta che non si può considerare del tutto economica ma che potrebbe portare ad un alleggerimento nei processi di inquinamento, specialmente nel campo delle emissioni. Solo da quest’anno sarà possibile trovare “Mirai”, questo è il nome del prodotto automobilistico costruito ad hoc per ambientalisti e non, sul mercato italiano, grazie anche all’installazione di due distributori d’idrogeno (per il momento presente solo a Bolzano).

 

In una società inquinata dal puro scopo di lucro, questa lezione oltreoceano di civiltà e di appartenenza al proprio territorio dovrebbe motivare ognuno di noi a trovare, nel proprio piccolo, delle soluzioni nel quotidiano, per rendere le strade delle nostre città più pulite e visibilmente più curate, e perché no, provare ad essere sempre meno inquinatori di un mondo alla deriva. Il Sol levante ha molto da insegnare a chi, con la giusta apertura mentale, abbia voglia di dare una svolta nella vita di tutti i giorni, per la salute degli esseri viventi e dell’ambiente.

 

Gennaro Sarnelli

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